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Misericordia di Lungomonte: parla Enrico Dini, presidente dell'Associazione Misericordie Pisane Stampa E-mail
Scritto da Redazione Toscana   
Martedì 21 Febbraio 2017 10:25

“Desta meraviglia che un assessore alle politiche sociali dimostri una così scarsa conoscenza della realtà del volontariato, tanto da ipotizzare che ‘i vertici’ di una Misericordia possano ricevere un compenso in denaro.”

E’ la reazione di Enrico Dini, Presidente dell’Associazione delle Misericordie Pisane, alle parole del vicesindaco e assessore al sociale di San Giuliano Terme (PI), Franco Marchetti che, in relazione alle difficoltà della Misericordia di Lungomonte che hanno portato a quattro licenziamenti, afferma: “i vertici potrebbero tagliarsi i compensi distribuendo le risorse.”

“E’ difficile tagliare il nulla” ironizza Dini. “A Marchetti voglio assicurare – prosegue – che nessun Governatore, Provveditore o Presidente di una Misericordia dell’area pisana, come di tutta la Toscana, percepisce alcun compenso. Si chiama volontariato per questo, perché si offre volontariamente e gratuitamente il proprio tempo e il proprio impegno per gli altri; per quanto riguarda le Misericordie lo si fa “per onorare Dio con opere di Misericordia verso il prossimo” come recita lo Statuto della Misericordia di Firenze, la prima nata, la bellezza di otto secoli fa.”
“Altro discorso – aggiunge Dini – è quello dei dipendenti, che vengono retribuiti in base a quanto previsto dai contratti nazionali di settore, come Marchetti, da ex sindacalista Cgil, dovrebbe ben sapere.”
“La situazione della Misericordia di Lungomonte è assai delicata e la stiamo seguendo anche come Associazione delle Misericordie pisane, come peraltro l’amministrazione comunale di San Giuliano sa bene. I licenziamenti sono una ferita anche per noi, perché sappiamo bene che non si tratta di numeri ma di persone, a cui verrà meno lo stipendio per sostenere le proprie famiglie. E’ una scelta che non vorremmo mai fare, ma al momento l’unica possibile per salvare la Misericordia di Lungomonte.”

“Quanto all’auspicato chiarimento da parte di Marchetti, siamo disponibili, come lo siamo sempre stati, a incontrarci e fare il punto sulla situazione. Magari due teste pensano meglio di una e riusciamo insieme a trovare una soluzione diversa dai licenziamenti. Ma quello di cui non si sente certo il bisogno sono le provocazioni e le falsità.”
 
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