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In Toscana rifugiati e profughi puliranno gli argini di fiumi e torrenti Stampa E-mail
Scritto da Redazione Toscana   
Mercoledì 25 Maggio 2016 09:12

I rifugiati e profughi che hanno richiesto asilo e sono ospiti in Toscana aiuteranno i consorzi di bonifica a pulire da carte e rifiuti gli argini e le sponde di fiumi e torrenti, immediatamente prima o dopo il taglio stagionale dell'erba. Si parte da Firenze e da Pistoia, sull'Arno e il Mugnone nel tratto urbano e sull'Ombrone e la Brana lungo le mura pistoiesi e più a ridosso della città, con una quindicina di volontari: tutti ragazzi e giovani dell'Africa subsahariana, tra diciotto e ventotto anni, giunti in Toscana a settembre dell'anno scorso dal Mali e dalla Nigeria, dalla Costa d'Avorio, il Senegal e il Gambia. Un esperimento che i promotori si augurano che possa allargarsi.

Le prime due convenzioni sono state firmate a Firenze tra il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno, la Federazione Regionale delle Misericordie della Toscana e l'associazione Aics accoglienza solidale di Firenze, che assieme a molte altre associazioni e cooperative stanno gestendo in Toscana, in convenzione con le prefetture, l'accoglienza di quasi settemiladuecento migranti arrivati dal 2014, distribuiti in più di cinquecento strutture di 199 diversi comuni, a cui si aggiungono altri 679 migranti accolti nei centri Sprar o in strutture polifunzionali come il Paci di Firenze.

"Da queste come altre esperienze – sottolinea l'assessore all'immigrazione Vittorio Bugli- possono nascere, specialmente per le persone già riconosciute come rifugiati o comunque in possesso di un permesso umanitario e quindi regolarizzate per un periodo di tempo lungo, nuove esperienze di inserimento in piccoli progetti di lavoro per la cura del patrimonio ambientale, boschivo, di quello agricolo o per il ripopolamento dei borghi contribuendo ad alimentare un'economia circolare e rendendoli parzialmente autonomi".

I giovani che parteciperanno alla pulizia degli argini fiorentini di Arno e Mugnone, muniti di guanti e pinze e con abbigliamento adatto, vivono oggi all'ostello di Villa Camerata. Gli ospiti che hanno dato la loro disponibilità a pulire Ombrone e Brana, lungo gli argini percorsi dai pistoiesi, sono invece sistemati in più strutture, dalla città fino alla montagna. L'attività naturalmente è volontaria e nessuno di loro potrà utilizzare macchinari. Gli interventi nei quali saranno impegnati impegnati sono aggiuntivi e diversi da quelli già svolti dal personale interno o dalle ditte che lavorano per i consorzi. Tutti saranno coperti da assicurazione.

Entro la metà di giugno sarà organizzata una giornata di formazione, sei ore in aula e due di pratica, dopodiché tutti lungo argine e sponde a raccogliere rifiuti e cartacce.

 


 
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